Testo originale Ungherese tradotto in Italiano
Testo originale Ungherese tradotto in Italiano
Descrizione
Mi chiamo Edit Ballai e avvio questa raccolta fondi per mio marito, Attila Kovács.
Attila ha 51 anni, è padre di famiglia e abbiamo due figli.
Mi è stato consigliato di riassumere brevemente la situazione all’inizio, quindi ecco l’essenziale in poche frasi: il 30 settembre 2026 il nostro mondo è stato capovolto.
La nostra vita, così come l’avevamo conosciuta fino ad allora, è stata improvvisamente e completamente stravolta da una malattia, un tipo di tumore al cervello che presentava prospettive molto cupe. Ma è spuntata una speranza: in Germania esiste una clinica sperimentale dove si ottengono risultati concreti e significativi nella cura del glioblastoma grazie a terapie immunitarie. La terapia è molto costosa e il nostro sistema sanitario non è in grado di coprirne i costi; ci troviamo quindi di fronte a una sfida: come riusciremo a raccogliere 100.000 euro tramite donazioni?
La malattia
Attila ha superato l’intervento chirurgico, ma il glioblastoma è il tumore cerebrale maligno di grado più elevato e, purtroppo, rimane pericoloso anche quando i chirurghi riescono a rimuovere completamente la parte visibile del tumore durante l’intervento: è talmente aggressivo che quasi sempre si ripresenta.
Sebbene a novembre siano previste la radioterapia e la chemioterapia, nemmeno queste terapie sono sempre sufficientemente efficaci da distruggere completamente tutte le cellule tumorali residue. Le cellule del glioblastoma spesso resistono a queste terapie.
Ecco perché il paziente è esposto a un rischio elevato anche dopo la rimozione del tumore.
Immunoterapia: una speranza di vita
Dopo lo shock iniziale, cercando in rete informazioni sui sopravvissuti, ho trovato una persona che raccontava di partecipare, oltre alle cure oncologiche, a un programma di una clinica tedesca in cui si curano i malati di cancro con la cosiddetta immunoterapia.
In parole povere, si tratta di una risposta delle cellule T specifiche per i neoantigeni, indotta da uno speciale vaccino preparato appositamente in base al tumore e alle caratteristiche genetiche del paziente, “risvegliano” il sistema immunitario del paziente affinché combatta gli invasori. Ciò significa che, al termine delle sperimentazioni cliniche, per i pazienti viene prodotto un farmaco o un vaccino personalizzato, specificamente adattato al loro profilo genetico, con la stessa accuratezza e nelle stesse condizioni di produzione di un farmaco di uso comune.
Costi
A causa della fase sperimentale in cui si trova la clinica, nonché della complessità, della personalizzazione e della qualità della procedura, il costo del trattamento immunoterapico è elevato. Sebbene negli ambienti scientifici e medici si ripongano grandi speranze nella terapia immunitaria, da noi questo metodo e questa tecnologia sono ancora agli albori e non è disponibile un trattamento oncologico complesso ed efficace simile a quello tedesco. Anzi, sebbene in Europa e oltreoceano diverse cliniche applichino una qualche forma di immunoterapia, considerando il metodo e i risultati di questa clinica si può affermare che che attualmente qui si trova uno dei trattamenti più all’avanguardia e personalizzati (immunoterapici) al mondo per le malattie tumorali e per il glioblastoma, con la massima qualità medica e tecnologica e, dal punto di vista geografico, il più vicino a noi.
Cosa succede ora?
1. Invio alla clinica del campione prelevato dall’esame istologico e del campione di sangue fresco.
2. La clinica controlla i campioni ricevuti e, utilizzando il loro patrimonio genetico e la banca dati genetica in possesso dell’istituto, dopo il versamento di 20.000 euro, il laboratorio avvia la preparazione della cosiddetta catena peptidica che servirà da base per la successiva vaccinazione. Il tempo necessario per questa operazione è di 3-4 settimane.
3. Una volta ottenuta la catena peptidica e previo versamento di 60.000 euro, ha inizio la produzione del siero. La durata di questa fase è di 2,5-3,5 mesi.
4. Una volta pronto il siero, si parte per la Germania per un trattamento clinico di vaccinazione della durata di 4-5 giorni.
5. Ritorno in Ungheria.
6. 10 viaggi in Germania a intervalli di 6 settimane, durante i quali vengono somministrate dosi di richiamo nell’ambito del trattamento clinico e ha inizio il monitoraggio immunologico, durante il quale i medici esaminano e ottimizzano la risposta immunitaria. La durata complessiva del trattamento è quindi di 15-16 mesi.
Inoltre, l’11 novembre Attila inizierà i trattamenti con suar e chemioterapia secondo il protocollo nazionale.
Per quanto riguarda gli aspetti psicologici ed emotivi della malattia, invece, è difficile parlarne. È un ricordo ancora molto recente, faccio fatica a esprimere a parole ciò che ci è successo in questa situazione.
Dopo un senso di totale sconforto, l’amore che mi viene trasmesso dalle persone, dai miei cari, dai miei amici e dal susseguirsi frenetico degli eventi ci rafforza e ci nutre giorno dopo giorno. Credo che questa forza mentale, la fiducia nella guarigione e nel futuro siano fondamentali nella lotta contro i tumori. Abbiamo ricevuto la forza per combattere e per far sì che Attila viva una vita piena, qualunque sia il tempo che gli resta.
L’età di Attila, le sue attuali condizioni fisiche e il fatto che il tumore sia stato rimosso in modo molto efficace con un intervento di neurochirurgia ci riempiono di speranza di poter continuare a vivere la nostra vita e di poter realizzare quei valori per i quali da anni lavoriamo insieme con amore e dedizione.
Alla luce di tutto ciò, sono convinto che questo progetto sia salvavita. Per quanto riguarda il finanziamento delle spese di cura in Germania, sono aperto a qualsiasi soluzione e ti ringrazio fin d’ora se vorrai sostenere la nostra battaglia con un contributo economico.
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